AI governance: chi decide cosa, quando e con quali conseguenze

Indice

Governare a volte è più complesso che cambiare, soprattutto quando si parla di tecnologia.

L'AI governance è un sistema strutturato di regole, pratiche, processi e strumenti tecnologici implementati da un'organizzazione per garantire che l'uso delle tecnologie di intelligenza artificiale sia allineato con le strategie, gli obiettivi e i valori dell'organizzazione stessa, nonché con i requisiti legali e i principi etici.

Cos'è l'AI Governance?

L'AI governance non è semplicemente un concetto teorico, ma un quadro operativo che trasforma principi astratti in azioni concrete lungo l'intero ciclo di vita dei sistemi di IA.

Non opera in isolamento; si inserisce nella struttura di governance esistente di un'organizzazione, intersecandosi con

  • la corporate governance, il sistema generale di controlli e responsabilità
  • l'IT governance, che gestisce l'infrastruttura delle tecnologie informatiche
  • data governance, che si occupa della gestione dei dati, essenziale per i sistemi AI

Perché è Importante

La governance tecnologica nasce dall’esigenza di bilanciare le enormi opportunità dell’intelligenza artificiale con i rischi concreti che il suo utilizzo comporta. Senza un sistema di regole, processi e responsabilità chiare, l’IA rischia di diventare una tecnologia potente ma fuori controllo.

1. Mitigare rischi e garantire sicurezza

L’IA introduce rischi specifici: bias algoritmici, discriminazioni, decisioni opache (il problema della black box), vulnerabilità a manipolazioni o attacchi avversari.

Una governance efficace definisce standard di robustezza tecnica, controlli di sicurezza e piani di emergenza, riducendo il rischio di risultati imprevisti o dannosi.

2. Portare l’etica dalla teoria alla pratica

Molte aziende dichiarano principi di “AI responsabile”, ma spesso faticano a tradurli in azioni concrete.

Una corretta governance può colmare questo divario, trasformando valori come equità, trasparenza e responsabilità in processi operativi, metriche e decisioni verificabili.

3. Assicurare conformità normativa

Con l’evoluzione del quadro regolatorio – dal GDPR all’EU AI Act – la governance diventa essenziale per garantire il rispetto delle normative su privacy, diritti umani e trasparenza.

Trovarsi pronti a rispondere a requisiti legali in continuo cambiamento è fondamentale in questa fase di incertezza.

4. Migliorare performance e vantaggio competitivo

La governance non serve solo a “ridurre i danni”. Al contrario, abilita una migliore performance aziendale.

Le aziende con board competenti in ambito digitale e IA tendono a ottenere risultati superiori, perché riescono ad allineare gli investimenti in IA alla strategia di business, evitando iniziative frammentate e poco scalabili.

5. Costruire fiducia e reputazione

Un uso responsabile dell’IA rafforza la fiducia di clienti, investitori e dipendenti. Trasparenza e controllo riducono il rischio di scandali legati a dati o algoritmi e posizionano l’azienda come attore affidabile, facilitando partnership e crescita nel lungo periodo.

Come mitigare i rischi dell’AI: un approccio integrato

La mitigazione dei rischi legati all’intelligenza artificiale richiede un approccio strutturato e continuo, che combini governance, controlli tecnici, gestione dei dati e supervisione umana.

1. Supervisione strutturale e governance

Una gestione efficace parte dai vertici aziendali.

  • Framework di policy formale: definire regole chiare su quando un progetto IA può essere scalato, quali soglie di rischio richiedono l’intervento umano e come gestire incidenti critici.
  • Ruoli e responsabilità definite: istituire comitati dedicati all’IA o integrare la supervisione nei comitati di audit e rischio, garantendo competenze adeguate anche a livello di consiglio di amministrazione (AI fluency).
  • Allineamento strategico: i meccanismi di controllo devono riflettere il ruolo dell’IA nel business. I “pionieri” devono gestire con attenzione sostenibilità tecnica e compliance, mentre gli adottatori pragmatici devono presidiare soprattutto i rischi legati a fornitori e dipendenze esterne.

2. Metodi tecnici e operativi

I rischi algoritmici vanno affrontati con pratiche tecniche dedicate.

  • Robustezza e resilienza: progettare sistemi resistenti agli attacchi, agli errori e alle manipolazioni, con piani di emergenza pronti all’uso.
  • Auditabilità e monitoraggio continuo: controllare dati e modelli lungo tutto il ciclo di vita per intercettare drift, anomalie o comportamenti imprevisti.
  • Explainable AI (XAI): rendere le decisioni dell’IA comprensibili e tracciabili, riducendo il rischio di opacità della “black box”.

3. Data governance e privacy

Poiché l’IA è data-driven, la gestione dei dati è centrale.

  • Qualità e controllo dei bias: verificare dataset e distribuzioni per prevenire risultati discriminatori.
  • Guardrail per fornitori e dati: stabilire regole su data lineage, proprietà intellettuale e diritti di audit verso terze parti.
  • Privacy by design: integrare la protezione dei dati lungo tutto il ciclo di vita, in conformità a normative come il GDPR.

4. Supervisione umana e cultura organizzativa

La tecnologia non può autogovernarsi.

  • Human-in-the-loop: mantenere l’intervento umano nelle decisioni ad alto impatto e consentire la contestazione delle decisioni automatizzate.
  • Validazione: affiancare all’efficienza dell’IA il giudizio umano per garantire accuratezza e contesto.
  • Cultura etica: promuovere consapevolezza dei limiti dell’IA e incoraggiare il dialogo su rischi e implicazioni etiche.

I Principali Framework Etici e Normativi

Negli ultimi anni sono emersi numerosi framework di AI governance, sviluppati da istituzioni, accademici e società di consulenza, con l’obiettivo di guidare le organizzazioni verso un uso dell’intelligenza artificiale responsabile, affidabile e sostenibile.

Questi modelli rispondono a una domanda chiave: come governare una tecnologia che evolve rapidamente, ha un impatto trasversale sul business e solleva questioni etiche, legali e organizzative senza precedenti?

Non esiste un framework universale valido per tutti i contesti. Al contrario, i diversi modelli si distinguono per focus e livello di astrazione: alcuni definiscono i principi etici di riferimento, altri spiegano come tradurli in processi aziendali concreti, altri ancora supportano il consiglio di amministrazione nelle scelte strategiche o rispondono a obblighi normativi.

1. Framework etici e normativi

Definiscono che cosa l’IA dovrebbe essere per poter essere considerata affidabile.

Trustworthy AI (Unione Europea)
Sviluppato dall’High-Level Expert Group on AI della Commissione Europea, è uno dei modelli più influenti. Stabilisce che l’IA debba essere:

  • Legale, conforme alle normative vigenti
  • Etica, allineata a valori e diritti fondamentali
  • Robusta, sicura e affidabile dal punto di vista tecnico e sociale

Il framework individua inoltre sette requisiti chiave, tra cui controllo umano (human agency), trasparenza, privacy, robustezza tecnica, equità e benessere sociale.

Singapore Model Governance Framework
Si basa su due principi guida:

  • processi decisionali trasparenti, spiegabili ed equi
  • un approccio human-centered, che mette al centro sicurezza e benessere delle persone

Principled AI
Propone cinque principi fondamentali per l’uso dell’IA nella società: beneficenza, non maleficenza, autonomia, giustizia ed esplicabilità.

2. Framework organizzativi e accademici

Questi modelli spiegano come rendere operativi i principi etici all’interno dell’azienda.

Framework delle pratiche di governance
Distingue tre categorie di pratiche interconnesse:

  • Strutturali: comitati, ruoli e responsabilità decisionali
  • Procedurali: gestione dei dati, valutazione dei modelli, monitoraggio e gestione delle crisi
  • Relazionali: comunicazione interna, formazione e coinvolgimento degli stakeholder

Integrated Governance Framework
Colloca l’AI governance all’interno della corporate governance e dell’IT governance, con sovrapposizioni alla data governance. L’obiettivo è evitare silos e sfruttare i meccanismi di controllo già esistenti.

3. Framework strategici per il Consiglio di Amministrazione

Secondo McKinsey, la governance dell’IA deve riflettere la postura strategica dell’azienda.

AI Archetypes

  • Business Pioneers: l’IA abilita nuovi modelli di business
  • Internal Transformers: l’IA trasforma processi e operazioni su larga scala
  • Functional Reinventors: l’IA ottimizza funzioni specifiche con ROI misurabile
  • Pragmatic Adopters: approccio selettivo e orientato a soluzioni mature

4. Framework regolatori

Alcuni framework sono obbligatori per legge e definiscono i confini entro cui operare.

EU AI Act
Introduce un approccio basato sul rischio, con requisiti di trasparenza, valutazioni d’impatto e supervisione umana per i sistemi ad alto rischio.

GDPR
Rimane un pilastro per la governance della privacy e dei dati personali nei sistemi di IA, influenzando direttamente la progettazione e l'utilizzo delle soluzioni AI.

Verso un modello di governance efficace

L’AI governance non è un esercizio teorico né un vincolo all’innovazione, ma una condizione necessaria per rendere l’intelligenza artificiale scalabile, sicura e allineata al business.

Senza strutture di controllo chiare, l’IA rischia di rimanere confinata a sperimentazioni isolate o di esporre l’organizzazione a rischi operativi, normativi e reputazionali.

Costruire una governance efficace significa integrare strategia, dati, tecnologia e persone in un unico framework decisionale, capace di evolvere nel tempo insieme ai modelli e alle normative.

Neodata supporta le aziende nella progettazione e implementazione di modelli di AI governance concreti, integrati nella corporate e data governance esistente, per trasformare l’adozione dell’IA in valore misurabile e sostenibile.

AI Evangelist e Marketing specialist per Neodata

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