Otto cose da sapere sul valore dell’IA agentica secondo BCG

Indice

Molte aziende hanno già portato un agente in produzione. Poche sanno dire quanto vale a bilancio, e ancora meno hanno messo in piedi i controlli per quando quell’agente dovrà decidere da solo.

È il quadro che emerge dall’Applied AI Index 2026 di BCG, un’indagine su 1.330 dirigenti in oltre 20 settori. Ne abbiamo estratto i dati più utili per chi deve decidere dove investire nei prossimi dodici mesi.

1. Il valore c’è, ma si misura a fatica.

Quasi metà delle aziende genera già valore misurabile dall’IA, e quasi nove CEO su dieci vedono benefici di costo o di ricavo. Solo il 14% di loro, però, ha definito l’impatto a P&L di ogni iniziativa.

Il report divide le aziende per maturità. Tra le più mature, le future-built (il 7,5% del campione), il 95% usa KPI chiari o traccia il valore direttamente sul P&L. Tra le meno mature, i laggard, il 47% lo valuta in modo qualitativo, al massimo. La differenza si vede nei risultati: chi traccia l’impatto direttamente a P&L ottiene fino a tre volte il valore di chi non misura. Il vantaggio cresce quando alla misura si somma una strategia chiara: le aziende che hanno insieme chiarezza strategica e IA applicata ottengono cinque volte il valore (4,5% dei ricavi) di quelle che non hanno nessuna delle due (0,9%).

2. L’IA agentica pesa sempre di più.

La quota di valore agentico è salita dal 17% del 2025 al 22% del 2026 e, secondo il report, arriverà al 39% nel 2030. Tra le future-built il 44% dichiara già pieno valore dagli agenti, contro il 2% dei laggard.

3. Gli agenti crescono più in fretta dei controlli.

Il 42% delle aziende si aspetta che entro il 2030 i propri agenti agiscano in autonomia, per esempio prendendo decisioni senza approvazione umana. Solo il 5% ha oggi i controlli per farlo in sicurezza.

I controlli non frenano il valore, lo aumentano. Le aziende che li applicano tutti a livello aziendale ottengono dall’IA agentica l’1,8% dei ricavi. Quelle che ne applicano uno solo si fermano allo 0,5%. I sei controlli indicati da BCG sono: memoria e contesto, ambito e supervisione, valutazione e rollback, integrazione degli strumenti, responsabilità, sicurezza.

Tra i sei, i più determinanti sono memoria e contesto, cioè le regole su cosa un agente ricorda e riutilizza tra un’attività e l’altra. Spiega da solo il 32% del valore che i controlli generano.

4. Il 70% del lavoro riguarda le persone.

Regola 10-20-70: il 10% dello sforzo va agli algoritmi, il 20% alla tecnologia e ai dati, il resto alle persone, all'organizzazione e ai processi. Il 55% delle future-built fa pianificazione strategica della forza lavoro, contro il 17% dei laggard. L’89% delle aziende si aspetta che l’IA generi nuovo lavoro; la riduzione prevista è del 10-15%, concentrata nei livelli intermedi. Un team di 1.000 ingegneri con produttività ferma a +10% ha portato i power user dal 5% al 50% con sei settimane di coaching.

5. Il vantaggio si è spostato sui dati.

Cloud e database sono ormai diffusi. Anche la strutturazione dei dati e i controlli di accesso sono presenti nel 58-72% delle aziende, a ogni livello di maturità. Oggi la differenza la fa la qualità dei dati: devono essere aggiornati, definiti in modo uniforme in tutta l’azienda e affidati a un responsabile.

Il 95% delle future-built ha avviato un progetto di trasformazione dei dati, contro il 74% dei laggard. Il 70% delle future-built lo estende all’intera azienda, contro il 43% dei laggard. Hanno anche il 40% di probabilità in più di dare agli agenti accesso in tempo reale ai dati aziendali, così le risposte si basano su informazioni correnti, e il 70% in più di avere regole esplicite su ciò che ogni agente può vedere e fare.

6. Il costo giusto è quello per risultato.

La spesa in IA è più che triplicata in un anno: dall’1% circa dei ricavi al 3,3% di oggi. Gran parte di questa spesa sta fuori dal budget IT, dove vale il 2,8% dei ricavi, contro lo 0,5% dentro l’IT. Questo rende più difficile sapere quanto si spende davvero.

Il 75% delle future-built ha deciso in modo esplicito come gestire la spesa in token e la governa verso un ritorno dichiarato. Tra i laggard, la metà concede l’accesso agli strumenti senza tracciare la spesa oppure la monitora senza fissare un tetto.

Il report propone anche di cambiare unità di misura: il costo per risultato ottenuto, al posto del costo per token. Un modello più capace, che completa il compito al primo tentativo, può costare meno di uno economico che deve riprovare o richiede una revisione umana.

7. Vince chi è più veloce e più mirato.

Le future-built arrivano all’impatto sul P&L in circa 11 mesi, includendo la riprogettazione completa dei processi. Le aziende in fase di scaling ne impiegano 14, i laggard 17.

Hanno inoltre 20 workflow in produzione su larga scala, contro i 4 dei laggard, pur partendo da un portafoglio di iniziative solo 1,5 volte più grande. Il 62% delle loro iniziative riprogetta o inventa processi, contro il 44% dei laggard, che tendono invece ad applicare l’IA a ciò che già esiste.Concentrano le risorse su poche funzioni ad alto valore. Il divario con i laggard è più ampio in R&D: 61 punti percentuali.

8. Il settore non decide il risultato.

Secondo il report, tutti gli oltre 20 settori analizzati contano almeno un’azienda future-built. Questo suggerisce che un alto livello di maturità sull’IA possa essere raggiunto in qualsiasi comparto. La quota di leader, cioè di aziende future-built o in fase di scaling, varia: 70% nella tecnologia, 46% nella meccanica.

Il vantaggio economico appare invece simile ovunque. In ogni settore, BCG rileva che i leader generano da due a tre volte il valore dei laggard, considerando sia la riduzione dei costi sia la crescita dei ricavi. I laggard, a loro volta, sono un gruppo eterogeneo, con aziende vicine ai leader e altre molto indietro. Per questo il confronto più utile sembra essere quello con i leader, più che con la media del proprio settore.

Anche su dove investire, il report indica una tendenza comune. Tra il 54% e il 78% del valore dell’IA si concentra nelle funzioni core e, in quasi tutti i settori, tecnologia/IT e R&D risultano al primo o al secondo posto. BCG suggerisce di evitare un’adozione generica e di puntare sulle due o tre funzioni che pesano di più nel proprio settore.

Stai lanciando un progetto di IA e ti stai confrontando con questi temi: misurare il valore, mettere i controlli agli agenti, preparare i dati. Neodata affianca le aziende lungo questo percorso, dalla definizione dei casi d’uso al passaggio in produzione.

Newsletter

Rimani sempre un passo avanti nel campo dell'intelligenza artificiale. Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere report, approfondimenti, ricerche e tutto ciò che ti serve per stare al passo con l'intelligenza artificiale e il suo impatto sul mondo del business.

form newsletter

Book your Video Intelligence Demo

Sblocca il potere dei tuoi archivi video con l'intelligenza artificiale.
Scopri come NeoVid trasforma ore di video in informazioni ricercabili e utilizzabili.
Prenota oggi stesso una demo e scopri come funziona.

Form Video Intelligence - Book a Demo